Nursind Caltanissetta

Operatori sanitari a scuola, il Movimento permanente infermieri chiede contratti a tempo indeterminato

“Nel dare luogo alle assunzioni di professionisti sanitari destinati alle scuole, ancora una volta come purtroppo temevamo, le Asl della Regione Lazio stanno procedendo con la stipula di contratti a tempo determinato. Scelta scellerata e miope”. E’ quanto denunciano i rappresentati del Movimento permanente infermieri, chiedendo, invece, contratti a tempo indeterminato.

La Regione Lazio, con ordinanza del presidente del 31 agosto scorso (la n. Z00057), in merito a “Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-2019. Individuazione di professionalità sanitarie per l’attuazione delle misure di prevenzione e controllo dell’infezione di virus Sars-Cov-2 nelle scuole e servizi educativi del Lazio”, spiegano dal Movimento, ha stabilito di procedere al reclutamento di 500 unità di personale sanitario tra infermieri, medici e assistenti sanitari, da destinare ai servizi di prevenzione.

La comunità scolastica è a rischio sanitario

Ad oggi, continuano, la scuola è una comunità a rischio contagio, luogo di assembramento per antonomasia, dove l’arrivo dell’autunno e dei primi virus influenzali può ingenerare caos.
Secondo lo studio “La scuola che verrà: attese, incertezze e sogni all’avvio del nuovo anno scolastico”, condotto da Ipsos, 7 genitori su 10 dichiarano di non aver ricevuto nessuna comunicazione ufficiale dalla scuola. Stesso discorso per i docenti, i quali stanno seguendo frettolosamente corsi di formazione per l’eventuale gestione di casi sintomatici.

Molti dirigenti scolastici sono stati nominati il 1 settembre e in tantissimi istituti la preparazione del personale è ancora in alto mare. Secondo i rappresentanti del Movimento, “il Ministero capeggiato da Azzolina è arrivato colpevolmente in ritardo alla preparazione della riapertura delle scuole. Il protocollo per cominciare in sicurezza è stato stilato solo a fine agosto. Le lezioni ripartiranno il 14 settembre e già si discute di posticiparne l’inizio perché mancano ancora le condizioni strutturali per cominciare”.

Contratti precari scelta sbagliata e pericolosa

In questo quadro, le aziende sanitarie stanno emanando bandi per reclutare il personale sanitario necessario con contratti precari e libero professionali.

“Una scelta sbagliata sotto diversi punti di vista – spiegano dal Movimento -. Innanzitutto, perché l’ordinanza della Regione Lazio prevede che tali liste siano disponibili entro il 30 settembre, ben 15 giorni dopo l’inizio delle lezioni, quando i casi potrebbero già essere scoppiati e con essi il caos che potrebbe scatenarsi”. Ma non è la sola ragione addotta dai rappresentanti del Movimento che, infatti aggiungono: “Come ha già dimostrato l’esperienza delle chiamate dalla graduatoria del concorso del Sant’Andrea, moltissimi infermieri hanno rifiutato in massa la proposta del tempo determinato, costringendo così la Regione a modificare la formula contrattuale (passata dal vincolo legato all’emergenza a quello di 12 mesi)”.

Secondo il Movimento, quindi, riproporre una formula simile, addirittura con la proposta di Partita Iva, “significa non aver imparato niente da quanto successo. Viene da domandarsi se chi dirige determinati processi capisca e conosca i cambiamenti in atto nel corpo del mondo del lavoro. Ignorano forse che molti infermieri sono in graduatorie a tempo indeterminato in diverse regioni e molti di questi hanno già preso servizio sia a tempo indeterminato che a tempo determinato. La Partita Iva sarà rifiutata in massa come successo per i determinati di inizio primavera e questo comporterà un ulteriore e deleterio slittamento dell’inserimento delle unità di personale sanitario a scuola”.

Un problema politico ed organizzativo

Secondo quanto riportato nella nota inviata dal Comitato permanente infermieri, la scelta di stipulare contratti precari è sbagliata sia dal punto di vista politico che organizzativo. Nel primo caso perché, sostengono, “non basta semplicemente inserire le unità di personale sanitario, va contestualmente potenziato il territorio, per evitare il sovraffollamento dei pronto soccorso, che potrebbe essere ulteriormente aggravato dall’aumento dei contagi dovuti alla riapertura della scuola”. Sul piano organizzativo, invece, perché, come sottolineano, “il personale va formato adeguatamente in relazione alla strutturazione di medicina presente nelle scuole. Ciò richiede una pianificazione dell’assistenza in relazione ai protocolli stipulati, al target di popolazione di pazienti e al contesto pandemico. Un percorso che comporta aggiornamenti sia in campo clinico che epidemiologico”.

“Per i motivi che abbiamo esposto – concludono i portavoce del Movimento -, come concorrenti idonei della graduatoria del concorso del Sant’Andrea chiediamo che le 500 unità utili nelle scuole, vengano attinte esclusivamente a tempo indeterminato dalla nostra graduatoria, bloccando i bandi che prevedono forme di contratto precario”.

Chatta con noi
Invia tramite WhatsApp